Acquaviva delle Fonti sorge sulle propaggini dall’altopiano carsico delle Murge che degrada dolcemente verso l’Adriatico. Dista 27 km dal capoluogo ed è collegata alla rete autostradale della A14 (Bologna-Taranto).
Il paesaggio è disegnato dal susseguirsi di lievi colline solcate dal tortuoso cammino delle lame che dalle alture murgiane cercano il mare. Nel grande mosaico verde delle colture agricole, l’architettura in pietra delle masserie, dei muretti a secco, dei trulli, delle specchie, riflette l’armonia della civiltà mediterranea.
I boschi di querce, i pascoli e la macchia, che vegeta lungo le lame, custodiscono una ricchezza biologica che avvantaggia le produzioni agricole di qualità e in generale si riflette sulla salute dell’intero territorio. L’agro di Acquaviva vanta ben due presidi Slowfood (la cipolla rossa e il cece nero della Murgia carsica) e un vino, il Primitivo, frutto di un sapiente lavoro di riscoperta dei vitigni autoctoni, che sta riscuotendo grandi riconoscimenti. Il sito preistorico Grotta di Curtomartino è inserito nel circuito nazionale AGTI. Il rinvenimento di un complesso di manifestazioni artistiche di età paleolitica dona al sito una particolare evidenza nel ricco panorama dei fenomeni carsici di Puglia. Il complesso di Salentino conserva tracce di frequentazione già dall’età del bronzo e, dopo essere stato abitato dai Peuceti, in età medievale ha dato alla luce, insieme ai villaggi di Sanctus Erasmus e Malanum, alla città di Acquaviva. Il palazzo de Mari, sede del comune, costruito alla fine del XVII secolo, si affaccia su due piazze. La prima, Piazza dei martiri, è illuminata dalla pietra chiara della cattedrale di S. Eustachio del XVI secolo. La seconda, piazza V. Emanuele II, è ombrata dal verde dei lecci secolari che fanno da cornice alla Cassarmonica, monumento dedicato alla grande tradizione bandistica di Acquaviva.
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